L’IDRAULICA DEL CUORE

Se qua dentro posso essere tutto quello che voglio, oggi sono felice.
E non ho mal di denti, ho diecimila euro sul conto corrente, le vacanze prenotate per quest’estate nei fiordi norvegesi che era tutta la vita che ci volevo andare, ho un impianto stereo superlativo della bose, una borsa di braccialini a forma di drago verde sputafuoco, una vespa viola in garage, un abito nero, avvitato e senza spalline, aderente e corto fino al ginocchio, un paio di décolleté rosse tacco dodici per un totale di centoottantasette centimetri di altezza, la tavola apparecchiata per due con le candele accese e la quiche di porri che si scalda dentro al forno.
Se qua dentro posso sentirmi come voglio, oggi sono una gran figa.
Ma proprio una di quelle che fan girare la testa e diventare gli uomini come bambini che sbavano di fronte ad un gelato che non possono avere. Una tipo la Cucinotta o la Bellucci. Una come la Scarlett Johansson, ecco, che se posso scegliere, scelgo mica male.
Se qua dentro posso dire tutto quello che voglio, oggi dico che gli uomini che ho incontrato nella mia vita non hanno capito un cazzo di me. Oppure sono io che non ho capito un cazzo di loro, ma siccome sto a casa mia decido che son loro a non aver capito un cazzo. Dico che non sono per niente una gran figa, ma oggi mi ci sento e poco male che la figura nello specchio e negli occhi della gente non sia la stessa che vedo io. E fanculo agli specchi e alla gente, dico che si dovrebbe andare in giro con una benda sugli occhi perché è il solo modo di conoscere qualcuno. Dico che bisognerebbe azionare il cervello prima di aprire bocca o di inchiostrare una pagina bianca, perché le parole hanno sempre un peso e tanti, quasi tutti, non si rendono conto del danno che hanno il potere di fare. E quelli che pure se ne accorgono, pochi, ma qualcuno se ne accorge, mi fanno solo incazzare ancora di più. Dico che se sento un’altra volta ancora, un’altra volta sola la frase: “io son fatto così, che ci vuoi fare” giuro che esplodo sul posto e incenerisco tutto nel raggi di cento metri.
Ma che cazzo vuol dire che sei fatto così. Che cazzo vuol dire.
(Omissis citazione)
(Perché omettere una citazione. Perché non sono ancora abbastanza dura e pura per citarla, perché sarebbe come sorridere di una cosa per la quale non sono ancora pronta a sorridere, perché mi piace l’idea che in questo momento possiate pensare chissà cosa, perché anche se non la scrivo so sempre di cosa si tratta e non per questo ha meno valore)
Se qua dentro posso essere vetrocolato come voglio, decido di dare la colpa di tutto al cuore, inteso come muscolo cardiaco.
Lui, ha una idraulica tutta sua. Non è possibile definirla meccanica del cuore, perché la meccanica ha un che di poetico che mal si addice al movimento sanguigno e involontario che si compie dentro al petto.
È idraulica del cuore, punto e basta.
Quindi il cuore pompa e fa quello che cazzo vuole.
Fino a quando non finisce la sua corsa stremato.
O fino a quando non ti becchi uno scaramaccino.
O la sfiga.
O fino a quando non ti rompi le palle.
O decide lui o decidi tu.
Certo non vince mai nessuno.
Se qua dentro posso essere me stessa, io sono bella. Che è quello che mi sento stasera.

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93 Pensieri su &Idquo;L’IDRAULICA DEL CUORE

  1. sono felice che anche tu non sprizzi gioia da tutti i pori.
    non e’ una bella cosa, lo so. pero’ e’ vero 😛

    dai susu che tutto passa, come no, CI passa, addosso e come un treno.
    ma neanche.
    buona festa del ringraziamento, calci e abbracci.

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  2. Questa canzone di Dolores con il tuo impianto Bose, deve suonare in modo egregio…Beautiful girl, beautiful girl …I’ll never let you down won’t let you down 🙂

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  3. E’ bello sentirsi belle.
    Ma mi raccomando, non solo stasera.
    Vai alla grande, pensa alla grande, scrivi alla grande………ma ama ” di meno ” , odio dare consigli, ma ogni tanto bisogna fare anche quello che si odia.

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  4. Devo svelare la mia proverbiale assenza di umorismo (ovvero cinismo estremo), scusa.
    Se il cuore ha una sua idraulica, perde.
    Però, se il cuore perde, c’è qualcos’altro che assorbe oppure che vince, oppure che ti fa accorgere che il sangue non sta scorrendo nel verso giusto.
    Comunque, tu sei sempre bellissima. Pure con una birra sul divano. Ecco.

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  5. La figaggine, cara Vetramia, decidi tu se emanarla oppure no: è un’app. che non appare nello start, ma la devi andare a cercare sul menù a tendina, selezionarla e farla partire. Quando te pare a te. Come uno sciame di spore, devi cospargerla nell’aire con una risatella beffarda e figa, un giro d’occhate di donna che sa e che è figa, movenze con spallucce menefreghelle e fighe.
    Ma così, mentre pensi ai cazzi tuoi, mentre decidi se metterti lo smalto fucsia o quello bleah, senza troppo esborso di energie.
    E l’omo, tipo cane da tartufo, annusa l’atomo figo e scodinzola felice.
    Perché la figaggine non è estetica, ma attitudine.

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    • Belli lo siamo tutti.
      In questo momento, sono piuttosto razionale, mi capita.
      Io sono bella. Sono alta ho gli occhi azzurri e i capelli molto chiari, quasi biondi. E poi la mia mamma da giovane era un miss, vorrà pur dire qualcosa!
      Dopo questo commento, per altro veritiero, non avrò più il coraggio di mostrarmi pubblicamente.
      Il mio problema è una sconfinata pigrizia e un modo sbagliato e deleterio di affrontare qualunque emozione.

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      • Io non parlavo di bellezza fisica (e anche su quella avevo pochi dubbi), parlavo di qualcosa di più profondo, che viene fuori da come parli di te e che è decisamente bello. Poi ognuno ha aspetti propri che apprezza o no, ciò non toglie che possano comunque piacere agli altri.
        Insomma, non riuscirai a farmi cambiare parere su te, soprattutto ora che so che sei una gran figa! Dal rutto libero…

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        • Mi dispiace, io parlavo proprio di bellezza fisica.
          Che son talmente egocentrica che dentro sono meglio di Scarlett Johansson.
          Il mio post girava un po attorno a quella, la bellezza fisica.
          È facile, il resto. Soprattutto qui su wordpress.
          Anche quelli brutti, o comunque non adoni o giunoniche bellezze, sono tutti belli, siamo tutti belli.
          Il confronto con la realtà può essere spiazzante.
          Perché si può arrivare a dire che ciò che reputi bello dietro al vetro ti può far dire, un giorno, che così bello non è.

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          • Non credo invece sia così scontata la bellezza qui dentro. Ho incontrato e seguo tuttora persone che belle non sono affatto, pur scrivendo bene.
            Se parlavi di bellezza fisica chiaramente non posso giudicare. Mi rifacevo solo al principio (certo, opinabile) che una persona bella dentro possa esserlo anche fuori, esaltato quello che il solo fisico non le permetterebbe di fare. Adesso non so nemmeno se è il tuo caso. Una ragazza alta, bionda e con gli occhi azzurri, che tra l’altro è sempre stato il mio ideale di donna (infatti la mia ragazza è mora con gli occhi scuri! Però è alta…), mi porta a pensare che qualche difetto dentro debba averlo, non può essere così facile trovare bellezza dentro e fuori. Eppure…

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            • Stiamo toccando argomenti che mi sono molto personali e sto cercando di destreggiarmi.
              Ora devo andare al lavoro, e so che avrò questi pensieri in testa tutto il pomeriggio. Ho bisogno di pensarci con calma.
              Hai messo carne al fuoco.
              Ci ritorno.

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                • Le ore mi hanno portato un po di consiglio.
                  Ecco, appunto, ti cito:
                  “Una ragazza alta, bionda e con gli occhi azzurri…mi porta a pensare che qualche difetto dentro debba averlo, non può essere così facile trovare bellezza dentro e fuori”
                  E ribadisco, ecco, appunto.
                  È innegabile che io sia alta bionda e con gli occhi azzurri.
                  Però, non mi hai mai vista in faccia.
                  Oppure le braccia mollicce, le chiappone flaccide, le ginocchione sbucciate come una bambina dell’asilo…
                  E il dentro, che pure mostro, non è mica tanto meglio.
                  Io dico tante cose, e sono sempre molto onesta, -lo so, ci vuol fiducia-, ma qui, nel blog, tutto è un po sovradimensionato, non trovi?
                  E poi hai detto che se uno è bello dentro, lo sarà un po, per forza di cose, anche fuori. Giusto? Intendevi questo?
                  Ecco, io credo che la bellezza fisica e quella interiore siano due cose ben distinte, tutto qua. Per rifarmi al mio post, dico che ieri sera mi sentivo una strafiga. Punto. Bella fuori. Punto. Proprio gnocca. Ecco.
                  E poi non hai detto niente di male, sono io che sono molto umorale, e tendo a enfatizzare sempre quello che provo e il pensiero degli altri.
                  Comunque rimangono cose -tante, che ancora tengo per me- che quando saremo più in confidenza potrò spiegarti.
                  E lo sapevo che mi vuoi bene, perché anche io ti voglio bene.
                  Lo sapevo perché sei stato capace di leggere le mie cose.
                  Mancava solo dirlo. Scriverlo.

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                  • Anche io mi sono preso un po’ di tempo, ma solo per poter leggere con calma le tue parole. Parole alle quali è difficile rispondere qui ma che spero di dirti “quando saremo più in confidenza”. Cioè quando? E’ una questione di tempo? Di raduni, di fiducia o di stomaco? Se c’è affetto alla base – e c’è – possiamo dirci tutto in ogni tempo e luogo. Io dico che bellezza fisica e interiore sono legate nel senso che una può dipendere dall’altra e conoscendoti, tra l’altro nemmeno tantissimo, dentro do per certo che bella tua sia anche fuori. Ma hai ragione, essere strafiga è un’altra cosa e il fatto che per me sia un aspetto marginale di un discorso più ampio non c’entra nulla con quello che volevi dire.
                    La cosa più bella è esserci scritti che ci vogliamo bene.

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                    • Con il mio “quando saremo più in confidenza” intendo dire: quando ci conosceremo anche “a monte” di quello che lascio nel blog.
                      Provo a spiegarmi.
                      I miei post sono la somma finale di uno stato d’animo, di un evento o di qualche altra cosa che mi è successa. Ed è elaborato. Per forza di cose, lo scritto è un’elaborazione per definizione, lo scritto di tutti. Non per questo è meno vero, anzi, talvolta parla dell’autore del pezzo anche in maniera profonda. Per questo, io credo, ci si sente affezionati all’altro che si legge, perché quello che viene lasciato qui è tanto personale, e quando coinvolge, fa affezionare. È reciproco per esempio con te, ma non è detto che lo sia con tutti.
                      Quando ci conosceremo “a monte” cioè, quando saprai davvero la parte più personale delle cose della mia vita, quelle che non posso scrivere, quelle cose che per forza devo “tradurre” in post per poter soddisfare il mio bisogno di comunicare, quando quello avverrà, allora ci sarà anche questa maggiore confidenza che renderà per forza di cose più reale questa amicizia virtuale. La componente fisica, nel senso di vedersi e frequentarsi, in un’amicizia è per me molto importante. Per il resto non so dare una definizione dell’amicizia qui su wordpress. È pur sempre amicizia. E ha i suoi modi e i suoi tempi. Quello che si scrive qui può far avvicinare le persone, ma è parlarsi dal vivo e frequentarsi che cementa i rapporti umani. E qui su wordpress bisogna per forza di cose prendere con le relative distanze i vari “rapporti” che si creano. Che non sono meno importanti delle quotidiane frequentazioni. Almeno per me. Ma c’è un equilibrio che non va superato. Tu sei dietro a un vetro, e io per te. Questo non va dimenticato. Per questo credo sia importante il raduno, ma non ci posso venire e il mio mi dispiace è tanto più grande di ” mi dispiace” ma tant’è non potrò esserci. E il tempo è fondamentale. Più passa e più si “conosce” l’altro, anche qui su wp. E mi piace. Ma ci sono anche tanti momenti, per me, in cui mi chiedo quanto valga la pena tutto questo scrivere. E la finisco qui se no ci faccio un romanzo impubblicabile. Ci saranno altre occasioni di confronto, sono una delle poche cose che mi tengono attaccata con l’attack qua dentro.

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                    • Scusa se rispondo solo ora. E’ un discorso interessante e non voglio sminuirlo in questo contesto. Abbiamo un approccio differente al blog e più in generale a cosa scriviamo e mostriamo di noi. Io non do molto peso allo spessore dello schermo o all’aspetto del mio interlocutore ed è una cosa che vale anche in una conversazione faccia a faccia, di presenza. E’ vero, non ti vedo e parlando di aspetto fisico rischio di immaginarti come non sei ma, pur con tutti i limiti del caso, è come quando conosci una persona e ti fermi all’apparenza: la vedi, magari una sera, vestita e truccata – se donna – in un certo modo, inquadrata in una determinata situazione, in mezzo ad altra gente… L’indomani la rivedi e quasi non la riconosci. Chi è più vera allora delle due?
                      Prima di perdermi in un discorso infinito, ecco, volevo solo dire che io, dopo tanti anni, ho imparato a conoscere ed apprezzare meglio chi sa scrivere ed aprirsi come fai tu. Ci riesco meno, almeno all’inizio, in un rapporto di presenza. Ciò non toglie che affetto e stiamo siano assolutamente veri, senza alcuna differenza.

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                    • Sarò breve, e poi è vero si rischia di banalizzare i concetti.
                      Conoscersi in questo modo è solo inusuale rispetto al casuale incontro.
                      Comunque ci sono dinamiche differenti e anche le emozioni arrivano forti e vengono vissute in maniera particolare, magari le si vive con più trasporto, visto che non c’è nessun filtro fisico a fare da deterrente.
                      Forse ci si mette meno a volersi bene che dal vivo.
                      Scappo, buona serata Topper

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                    • Certo, non è meno importante. Anzi.
                      Mi fa piacere poter continuare questa conversazione.
                      Sapere che c’è la voglia di farlo e tutto il tempo per scambiare opinioni e conoscerci.
                      Buonanotte Topper

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  6. Vetrix….va a cagher…. se proprio devi, posso scegliere io? Ti vorrei come Fujiko di Lupin, con due tette enormi! Vorrei anche ricordarti che qui giriamo tutti con una benda sugli occhi, e facciamo vedere solo quello che vogliamo noi. Quindi…. stasera tira fuori sto tubino nero e dacci dentro!!

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    • E poi arrivi tu a riconciliarmi con il mio personale universo.
      Io non ho capito una cosa.
      Però magari col tempo la capirò.
      Ho abbastanza pazienza per questo.
      P.S. Io non ce l’ho neanche il tubino nero.

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  7. these boots are made for walking
    and that’s just what they’ll do
    one of these days these boots
    are gonna walk all over you

    Ce li hai gli stivali? evvai ‘walk all over’ chittesta’ntipatico

    sheraciaosarrivedemopresto

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  8. “Ma che cazzo vuol dire che sei fatto così. Che cazzo vuol dire.”
    Ti parto da qui. Perchè questa frase, talvolta, la uso anche io, quando voglio giocare a muro contro muro, quando me ne fotto bellamente, quando so che sto giocando un po’ sporco. Quindi so anche che è una frase del cazzo. E’ una frase che mi fa girare i cojoni, proprio perchè so.

    VetrA io penso che tu sia figa, ti percepisco forza, un certo tipo di forza, da qui.
    Vorrei raccontarti una storia pallosa da vecchia saggia rincojonita, ma poi ne viene un commento luuuungo e ammorbante. E’ la storia di due amiche che sono state sempre insieme per anni: una gnocca bellissima e una piena di difetti, per niente bella.
    Ma sappilo: la Baka ha assolutamente ragione.

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    • Mi piacciono le storie, raccontamela.
      E glielo so che la Baka cià ragione, qui, ognuno a suo modo, avete tutti ragione. E io mi perdo fra i commenti per cercare di capire e rimanere me stessa allo stesso tempo.
      Un gran casino.

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    • Buio, bel buio, bella pioggia, gli istanti scivolano via da una parte all’altra del tergicristallo, e anche questa faccenda del vivere, una poesia senza attributi, una poesia senza perché. E anche il cuore che batte, batte meglio se batte per niente. (Aldo Busi)

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      • Mi ricorda qualcosa che scrissi anni or sono; pioggia battente, auto lanciata in autostrada, tergicristalli, musica che batte, e le ruote che scivolando nelle pozzanghere girano a vuoto per un attimo ….proprio come il cuore.

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