PER AVERE COSE MAI AVUTE BISOGNA FARE COSE MAI FATTE

Partendo dal presupposto che non te ne fotte una mazza, potrei dirti che:

~bevo la sera quando esco con gli amici
~faccio uso di tetraidrocannabinolo saltuariamente anche senza la presenza di amici
~mi stanno sul cazzo i bambini che frignano ogni tre secondi, li chiuderei in casa fino alla maggiore età, ed anche allora, al diciottesimo, dovrebbero passare svariati test psicologici prima di poter mettere piede nel mondo reale
~mi piace il gelato solo se c’è un quintale di panna dentro, fuori e dappertutto
~vado matta per le polpette al sugo
~mi piace scrivere mentre sono a tavola a mangiare e me sbatto se non è educato
~metto scarpe di colori diversi
~mi pettino solo quando mi ricordo dove ho lasciato la spazzola
~ho un sacco di libri di ricette e non so fare niente in cucina, al massimo un risottino se m’impegno molto e se ne vale la pena
~scrivo i miei appuntamenti su qualunque foglietto, pezzo di carta o post-it mi capiti sotto mano nonostante compri agende come se non ci fosse un domani
~sono lunatica come un dobermann quando comincia a schiumare, per via di quella leggenda che hanno il cervello troppo grosso rispetto alla scatola cranica, invece è tutto vero
~mi fanno schifo le zucchine bollite, ma quelle fanno schifo a tutti
~se non dormo almeno otto ore per notte qualcuno passerà una brutta giornata
~mi mancano persone che non ho mai incontrato; è come quando leggi un post e credi di conoscere la persona che lo ha scritto, perché ne ha scritti tanti e allora inizi a pensare che sai com’è fatta quella persona, credi di poter assorbire tutto quello che c’è da sapere attraverso quello che decide di lasciare qui, anche se è solo un post, magari un’episodio, un’aneddoto, una battuta, un ricordo, ma niente, sei lo stesso convinta di conoscerlo/a e -addirittura- di essere importante per chi lo ha scritto, per quel che conta qui su wordpress, ma niente, mi mancano lo stesso, mi mancano molto
~ e come chicca finale, senti questa, credo di essermi…
Che poi sarebbe un po come cercare di capire se ho davvero fame tutte le volte che mangio. Quasi impossibile

È tutta una questione di punteggiatura.

~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

“Fra, non te lo dico più, alzati da quel cazzo di divano e fa quello che devi fare”

“Allora non hai capito un cazzo”

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142 Pensieri su &Idquo;PER AVERE COSE MAI AVUTE BISOGNA FARE COSE MAI FATTE

  1. Vetro, ti dico una cosa, abbiamo una cosa in comune (e non è il cervello: il mio è piccolo come una noce, per questo sono bello… non sono intelligente, ma bello si). Se mai ci incontrassimo, e te lo dico sinceramente, ti porterò a mangiare polpette al sugo come se non ci fosse un domani. E fanculo alla galanteria dei ristoranti fighettini rompipalle. No, voglio le polpette al sugo ed una schifo di scarpetta post-pasto. Il sugo che rimane è da raccogliere. Senza se, senza ma.

  2. Ammazza che cazzo di filosofia!
    Lo sai che è vero per davvero?
    Non ci avevo mai pensato che per fare cose…vabbe il titolo , tesoruccio mio bello.
    Poi quando ho letto il resto ti dico .
    A dop

  3. “~mi piace scrivere mentre sono a tavola a mangiare e me sbatto se non è educato
    ~scrivo i miei appuntamenti su qualunque foglietto, pezzo di carta o post-it mi capiti sotto mano nonostante compri agende come se non ci fosse un domani”

    come ti capisco 😀

    • Ah! Vero!
      T’ho incontrato che si discuteva bellamente di titoli!
      In effetti, questo fa cagare, ma nella mia testa aveva perfettamente senso!
      Ci credi!
      Domani lo rileggo con calma il tuo suggerimento, più che altro da sobria, e poi decido!

  4. Tre puntini di sospensione, sono tre puntini di sospensione.
    E ci puoi leggere la parola che vuoi, è il bello dei puntini di sospensione.
    È come un’impressione.
    Cambia continuamente, non rimane fissa, sempre uguale a se stessa.
    Come l’immaginazione.

  5. Mò non vorrei fare la solita cinica, però, in genere, quando mancano persone che non hai mai incontrato è perchè, non avendole incontrate, non ci sono sufficienti motivi perchè non ti manchino. Le persone mai incontrate sono emotivamente comode.

  6. Di solito rimango abbastanza indifferente (ho visto cose che voi umani…..)
    però le polpette al sugo in questo momento mi risultano assai indigeste, mi fanno pensare a persone a cui non voglio più pensare.

    Forse è per l’orario ….vado a farmi un caffè

  7. Bellissimo, da alcolizzata e drogata dai il peggio di te! Non mi è mai capitato di chattare da ubriaco, fortunatamente, credo di essere troppo imbarazzante da brillo. Sono anni che vorrei stamparmi delle magliette con scritto “Da sobrio sono più carino” da indossare la sera quando esco, ma non saprei come giustificarle in caso mi fermassero quelli della stradale. Ma cosa intendi con scarpe di colori diversi? Che esci con una all star gialla e l’altra rossa o una scarpa col tacco e l’altra senza, per poter camminare dritta quando alzi troppo il gomito? Ciao amò, goditi l’ultima bella giornata di ferie…. P.s. però il mio post “Vaticano e Celiachia” l’avevo elaborato durante una serata alcolica, e si vede…..

    • Posto che le ferie sono finite, e le palle han ripreso a girarmi come al solito, ti do un consiglio anche se non si dovrebbero mai dare.
      Ciò che riesci a capire di te mentre sei ubriaco, è illuminante. Sallo.
      Certo devi riuscire a scoprirlo prima di cadere in coma etilico, ma credo tu regga abbastanza, o almeno me lo auguro.

      Io vorrei stamparmi delle magliette con scritto
      VFFNCL
      VUOI COMPRARE UNA VOCALE?

      E a quelli della stradale, se ti fanno problemi, dagli il mio numero che ci parlo io.
      Soprattutto se sono: alti, single, e con due dita di panza.

      P.S.
      Io indosso una converse rosa e una viola.
      Ciao amò

  8. Il divano è la plancia della mia nave, il ponte di comando della mia enterprise, il punto perfetto e cuscinoso, ombelico del mondo da cui controllo tutto l’universo.
    Non c’entra una cippa con le tue considerazioni? Secondo me sì.
    E secondo me sei un’incazzosa col cuore di panna. Che sa fare i risottini, per cui è apposto. E beve, per cui mi garba.
    bacio alla cuoredipannavetra.

  9. Occazzo, a me piacciono, dico, le zucchine bollite a me piacciono…E da che so anche a mio fratello (da piccolo ricordo la sua capacità di trangugiarne una kilata buona senza batter ciglio).
    Un’altra ragione per definirci fratelli deviati.
    Evvai!

    …ma…secondo te…è preoccupante?

  10. Chiacchiere. (Mi riferisco al detto che da origine al titolo, non a quello che dici tu nel resto del post). Capita che si abbiano cose mai avute senza fare nulla, oppure capita che si faccia l’impossibile per avere qualcosa, ma non la si ottenga. Semmai, posso concordare sul fatto che quando si voglia ottenere qualcosa che non si riesce ad ottenere, si debbano provare tutte le strade…impegnarsi maggiormente.

    • Ma prova a pensare.
      “Per avere cose mai avute bisogna fare cose mai fatte”
      È come quando mi scrivi che bisogna tentare tutte le strade.
      Io aggiungo anche che bisogna smettere le stesse strade di ogni giorno, se portano sempre alle stesse cose.
      Se si vuole una cosa, e le si è provate tutte, bisogna smettere di provarci negli stessi modi, bisogna tentare nuove strade. Fare cose mai fatte, appunto. Il difficile sta nel riuscire a immaginare e mettere in pratica tutto questo “nuovo”
      Forse, davvero, come dice qualcuno, basta smettere di cercare e le cose arrivano da se. (Io ci credo poco, ma dicono funzioni proprio così, la vita, intendo)
      Il titolo che ho scelto è una di quelle frasi che si trovano nei social tipo facebook. Li per li, non gli ho dato molto peso, ma è proprio vero.
      Cambiare prospettive, posti, gente, abitudini, testa, colori, sorrisi.
      Questo è fare cose nuove, che porteranno a nuovi risultati.
      Forse, anche a quello che non si ha mai avuto, o ancora avuto, dalla vita.
      Spero di spiegarmi come vorrei, perché è una cosa che ho compreso da poco e ne vado in un certo senso fiera.
      Un po come quello che ha scoperto l’acqua calda.
      P.S. Ora so la teoria, ma la pratica, caro brum, per me, e tutta un’altra roba.

      • Allora è esplicitato male. Sembra che, facendo cose mai fatte, si ottengano cose mai avute. Il che non è obbligatoriamente così. Si possono ottenere cose mai avute anche continuando a fare quello che si è sempre fatto.
        Pfui. La pratica è solo un dettaglio. L’importante è conoscere la teoria, ossia la strada giusta. Anche i miei consigli sono pura teoria, credi forse che io mi comporti di conseguenza? Giammai! 🙂

  11. P.s.: conoscere una persona da un post, o da una serie di post… è impossibile, è vero. Non ci si conosce davvero nemmeno dopo una vita vissuta insieme, in fondo. Ma dipende da cosa intendi per “conoscere”. Se intendi il fatto che si possa avere un’idea di massima (tutta da verificare) del tipo di persona con cui si ha a che fare, è possibile. Io ci credo, e raramente mi sbaglio.

    • ..e del conoscere qualcuno attraverso un post o anche solo farsi un’idea di chi scrive, per me è molto difficile. Farmi l’idea è semplice, capire se sono nel giusto è difficile.
      Se mi capita di leggere un blog dai contenuti personali, io credo a quello che leggo.
      Molto ingenuamente, perché un po sono così.
      Non stupida, ma in certi casi mi ci sono sentita.
      Ho reazioni molto immediate di sintonia o il suo contrario, e di solito mi sbaglio.
      Penso: ma che bravo ragazzo/a e poi vengo a sapere che scuoia i gatti per passatempo. ( l’esempio è volutamente esagerato, ma rende)
      Scrivo nel blog, quasi senza filtri. L’unico è il nome, vetrocolato.
      Che poi sono io, Francesca. È la stessa cosa.
      E sono conscia che questo non sia un gran bene.
      Qui arriva di tutto.
      Non credo di essere capace a gestirlo.
      Troppo diretta, troppo onesta.
      Se sono qualità, non vanno bene per la blogsfera.

  12. Di certo sono qualità. Non si discute. Io credo che si debba essere quello che si è… ed alla lunga paga. Fingere potrebbe attirarti più ammirazione da parte degli altri, o simpatie, per esempio. Certo. Ma sarebbero simpatie verso una persona che tu non sei. Cosa te ne faresti? Che soddisfazione sarebbe? Le fregature fanno parte della vita. Semmai, impara a superarle con più nonchalance. Consolati pensando che tutti i bravi ragazzi che beccherai, li avrai beccati veramente tu. Tutti gli scuoiatori di gatti che perderai, sarà un bene averli persi.

    • Vero, si.
      Ma io è nonscialans, insieme nella stessa frase, facciamo un po ridere.
      Faccio figure di merda colossali, e pure le cantonate che prendo spesso non sono da meno.
      Comunque, nel bene e nel male, anche io credo che mostrarsi per come si è, alla lunga, paghi.
      Ho incontrato brutte persone e altre che sono grata di aver conosciuto.
      Ma..
      Però..
      Se..
      Lo scoprirò solo vivendo, giusto?

      • Le cantonate ispirano simpatia e risate, se fatte senza secondi fini e senza cattiveria da persone schiette. Ci si ride su… e finisce lì. Non è la fine del mondo… specie se si sa ridere di sè stessi.
        Nel mondo c’è di tutto. Le persone che sei felice di aver conosciuto ti ripagano le fregature delle brutte. Con una differenza: le persone belle ti rimangono, le brutte prima o poi si palesano, e te le togli dai coglioni.
        Ops. Mi è scappata una parolaccia. Si può dire “palesano”, qui?

        P.s.: Battisti docet.

        • Qui si cerca di mantenere un tono, cazzo, certe parole tienile per te.
          :mrgreen:
          E poi se Battisti docet, fallo sapere anche a me, perché non è che lo conosca così bene.. Sai, a parte le bionde trecce e acqua azzurra..
          E sull’argomento ci sarebbe da parlare una notte e un giorno e poi continuare..

          • Pfui. Hai scritto “lo scoprirò solo vivendo”. Non puoi non sapere che sia una frase di Battisti (di Mogol, per la precisione). Ma se così dovesse essere, corri ad ascoltare “il nastro rosa” o qualcosa del genere. Subito! Marsch….

            • Non farlo tesò, a parte il vestitino da ninfea sono cresciuto bene anche senza Battisti. Non sopporterei, oltre alle citazioni del Liga, anche le sue. Ti prego….

                • Baglioni…. potrei anche…. no, non ce la faccio. Peggio sarebbe Venditti…. non ce la posso fare….. Sono traumi infantili, sono sopravvissuto a Cocciante ma sono rimasto segnato per sempre.

                  • Rischia il tutto per tutto: guarisci o ci rimani secco. L’antidoto per Cocciante? Branduardi. Canticchia “alla fiera dell’Est” 2 volte al giorno per una settimana. Prima dei pasti, s’intende. Dopo, ti rovinerebbe la digestione.

                    • Si. Ma smettila di darti addosso. Che stavi messo male ce l’avevi già detto. 🙂
                      Comunque, non preoccuparti, quasi tutti noi abbiamo i nostri bravi scheletri nell’armadio. Io sono furbo. Li ho messi in cantina. Vinili dei Mattia Bazar compresi.

                    • P.s. per la titolare del blog. Guarda che qui, ridendo e cazzeggiando, stiamo in realtà dando un serissimo spunto a tutti per una elevatissima riflessione intimista: i gusti cambiano, cambiano le mode… e quello che prima ci sembrava bello ora ci appare ridicolo. La realtà, dunque, è soggettiva e variabile con i tempi.
                      Tiè. Così non dici che stiamo facendo brutta figura al tuo blog.

                    • P.p.s: mettici un “fare” dove preferisci. Ecco. Fai qualcosa pure tu. Non possiamo portarti avanti il blog io e Pinzalberto… eccheccazz.

                    • Da Vetrix va avanti tutto da solo, qualsiasi cosa prende vita propria. Come la pizza che ha lasciato sul divano ieri sera….. Io sono nato da un suo calzino sporco dopo una giornata di all star che ha dimenticato sotto il letto….

                    • @Pinzalberto: Può essere. Io però sono nato prima di lei, quindi tutto farebbe pensare che sia lei ad essere nata da una mia sbornia di birra. P.s.: si, ho detto “rutto”.

                      @Vetro: Partenogenesi? Non sapevo fossi nata a Napoli!!! (pessima, questa… lo so…)

              • Sicuro? Non sarà che cerca una scusa per litigare? Non per sobillare gli animi (perchè io stè cose non le faccio) ma…guarda… se tu dovessi decidere di spernacchiarla, sappi che testimonierò a tuo favore.

                    • ahahah. Si, ma non hai specificato di chi fossero le gambe… 🙂
                      P.s.: Seeeeeee, la tattica del farsi credere innocuo per poi sferrare l’attacco a sorpresa mi è ben nota. Capisco.
                      Oh, comunque, a me la cosa non interessa. Magari lei si accontenta…

                    • P.s. quotidiano per la titolare del blog: guarda che qui, ridendo e cazzeggiando, anche oggi stiamo dando un interessantissimo spunto per una riflessione su uno dei temi più escatologici (senza offesa) dell’uomo fin dalla sua nascita: può l’autoironia (in questo caso quella di Pinzalberto, ma ci sarei potuto essere io al suo posto) portare a credere a persone poco riflessive (gli scemi, insomma) che dietro un modo di scherzare scevro da riferimenti reali (il gusto per la battuta in sè, insomma) si nasconda una verità fondata ed accertata?
                      Anticipo la mia risposta. No. Quando si scherza, si scherza. Tutto si può dire. Ma quando si parla seriamente, si parla seriamente. Catalano docet.

                    • ahahaha. Non c’è bisogno che ci metti le faccine, Pinzalbè. Ho capito che scherzi. E viceversa, mi pare. Quindi, aboliamo le faccine! Quando (spero mai) avremo intenzione di offenderci, faremo in modo di farci capire.
                      Per quanto riguarda il tuo codino… ci mancherebbe! Tientelo pure, il tuo codino! Fanne quel che vuoi! Una collana, un collo di pelliccia, un braccialetto, un anello… o anche semplicemente uno stuzzicadenti. E che me frega, a me?

                    • Che poi… io lo dicevo per te! Gli avevo anche trovato una collocazione decorosa, avevo dato un senso alla sua esistenza! Vai a far del bene alla gente…

                    • Ok.
                      Qualcuno deve avermelo spiegato il significato di scatologico. Forse. O forse ero solo disattenta.
                      Comunque, chi è Catalano?
                      Mhh, a voi bimbi manca una parte fondamentale: vedermi in faccia quando parlo.

                    • Non è vero signorina, è stato lui a incominciare!!! Che tristezza, altro che maestrina, potresti diventare la mia badante…. Abbiamo fatto troppo casino?

                    • Ma quale casino, mi piace che vi divertite.
                      Solo che non ciò capito na mazza.
                      Ma non è fondamentale.

                      E non mi ci vedo proprio a farti da badante.
                      Anzi si, se mi fai incazzare ti schiaccio la faccia col cuscino e ti drogo. Poi mi faccio intestare tutti i tuoi averi. Ti mando curricula!

                    • P.p.s: Premesso che io il delatore non lo faccio, e mi assumo sempre le mie responsabilità, se puta caso la battuta del “di chi fossero le gambe” ti sembrasse scurrile, ti ricordo che mi ero autocensurato… ed è stato Pinzalberto che mi ha indotto a farla. Quindi dai la colpa a lui.

                    • @Pinzalberto, io invece di farne un braccialetto ho preferito farne un pendente. Gli ho messo una chiusura scomoda, così che la donna a cui lo regalo sia costretta a dire “me lo metti?”. E’ sempre una piacevole sensazione, sentirselo dire.

            • …ad un certo punto ho smesso di seguirvi a voi bimbi.
              Io non sapevo davvero chi fosse quello della foto.
              Ecco, quando dico “depeche” so che sto citando un gruppo, ma mi sa che tiene ragione bellicapelli, pinzalberto. Ma chi sono sti qua!

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