LO ZEN E L’ARTE DI CAGAR PETARDI

Prendete a esempio una scopa ficcata in zona lombo-sacrale: risulterà un po scomoda.
Applicate antichi metodi della tradizione zen e separate per un istante il soggetto dal corpo estraneo. Persona e scopa sono ora due entità distinte.
Dotate la scopa di poteri peculiari: la mia è un prototipo di forma umanoide vagamente lampadinesco alto circa centocinquanta centimetri e capace di cagare petardi a raffica.
Iniziate con cose semplici, e raffinate a poco a poco i dettagli. L’importante è allenare la mente a tenere separati scopa e individuo. Col tempo e il giusto sforzo cerebrale, la scopa diventerà sempre meno irritante e la fantasia innescata non avrà più limiti nel ridefinire e plasmare in modi irriverenti, buffi e decisamente più piacevoli il concetto di scopa in culo. Mi spiego meglio: un professore che ho molto amato insegna che sono le risate a sconfiggere la paura. Se prendiamo una cosa brutta, scomoda o addirittura terrificante e cerchiamo di sminuirla attraverso un immagine comica, la visione d’insieme cambia. Ci si abitua a non farsi sottomettere da quella paura. O fastidio, o quel che è. Le si da meno potere. Una risata la seppellirà.
E vi assicuro che il mio esserino caga petardi mi aiuta un casino.
Fantasylandia, chiudo.

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14 Pensieri su &Idquo;LO ZEN E L’ARTE DI CAGAR PETARDI

      • Si deve imparare a ridere anche durante le ore di realtà. Non in tutte, magari… ma almeno in buona parte di esse. Si può anche ridere della realtà. E’ solo questione di punti di vista.

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