LO ZEN E L’ARTE DI CAGAR PETARDI

Prendete a esempio una scopa ficcata in zona lombo-sacrale: risulterà un po scomoda.
Applicate antichi metodi della tradizione zen e separate per un istante il soggetto dal corpo estraneo. Persona e scopa sono ora due entità distinte.
Dotate la scopa di poteri peculiari: la mia è un prototipo di forma umanoide vagamente lampadinesco alto circa centocinquanta centimetri e capace di cagare petardi a raffica.
Iniziate con cose semplici, e raffinate a poco a poco i dettagli. L’importante è allenare la mente a tenere separati scopa e individuo. Col tempo e il giusto sforzo cerebrale, la scopa diventerà sempre meno irritante e la fantasia innescata non avrà più limiti nel ridefinire e plasmare in modi irriverenti, buffi e decisamente più piacevoli il concetto di scopa in culo. Mi spiego meglio: un professore che ho molto amato insegna che sono le risate a sconfiggere la paura. Se prendiamo una cosa brutta, scomoda o addirittura terrificante e cerchiamo di sminuirla attraverso un immagine comica, la visione d’insieme cambia. Ci si abitua a non farsi sottomettere da quella paura. O fastidio, o quel che è. Le si da meno potere. Una risata la seppellirà.
E vi assicuro che il mio esserino caga petardi mi aiuta un casino.
Fantasylandia, chiudo.

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