DUE MINUTI, VETROBAGNATO E CARTAPESTA

Vorrei un paio di décolleté rosse, lucide come il vetro bagnato, e in testa un solo pensiero.
È tempo di nuove prime impressioni.
Esco dal lavoro e passo in macchina davanti al Circolo mentre penso ai tacchi alti.
Semaforo rosso.
Sento quelli della bocciofila che stanno discutendo a voce alta sul loro perenne torneo, il cielo è denso come cartapesta e della cartapesta ha i colori. Alcuni superstiti della vecchia comitiva stanno bevendo birre seduti in cerchio attorno ai tavolini in plastica del bar, ci sono anche nuove entrate ad allargare la compagnia, non è più la stessa di anni fa.
Sono ferma al semaforo davanti a Piazza Rossa, proprio di fronte al bar, e guardo Lui che ride e parla con una donna. Non so se mi può vedere, ma non m’importa, sono io che voglio vedere Lui.
Lei è seduta, si sta bevendo le sue parole, e devono essere molto divertenti perché sta sorridendo anche con gli occhi, Lui è in piedi di fronte a lei, si china ogni tanto nella sua direzione, forse per essergli più vicino e gesticola con la mano destra e tiene il bicchiere con la sinistra e sorride sorride sorride.
D’un tratto si volta e mi vede.
Io alzo una mano per salutarlo e sorrido ai suoi occhi.
Lui si volta senza dar segno di avermi notata.
Il semaforo diventa verde.
Rimango ferma, non riesco a staccare gli occhi da Lui, il tizio dietro di me mi lampeggia. Non muovo un muscolo.
Poi, Lui si volta di nuovo e mi sorride.
Tizio suona il clacson, io gli alzo il medio nello specchietto retrovisore e riparto alleggerita, come se avessi trovato il senso giusto in una giornata storta.

Ometto per pura decenza le strabilianti seghe mentali che sono susseguite allo scoprire Lui che parla con questa lei, e i mirabolanti paragoni della faccia di lei con quella di animali che amano grufolare nel fango.
Che è pure un cesso non ve lo dico neanche, va da se.
http://youtu.be/7KrzN_Nl5Po

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SFRUTTATE L’EREZIONE MATTUTINA

Metti in un bacio tutte le parole che sarebbe inutile dire a voce.
Come se fosse la carezza che non hanno mai saputo darti.
Stringi forte il suo corpo tra le braccia, che ti senta vicino, e un po baciala e un po sorridi, con gli occhi aperti e poi chiusi e poi di nuovo aperti. E ancora sorridi.
Mentre le labbra si sfiorano, prendile il viso tra le mani, e mescolatevi le parole direttamente attraverso la lingua, con tutto il peso del corpo che si tende verso l’altro.
Stringi forte.
Come se potesse scivolare via, come se fosse importante rimanere attaccati ad un’altra persona, come se fosse un’appiglio per non scivolare a tua volta.
E adesso senti il cuore pompare più veloce.
Sei ancora addosso a lei e lei si aggrappa alle tue spalle.
Non c’è piu nessun rumore intorno, solo lo sfregare un po ruvido di pelle su altra pelle. Lei è nella tua bocca e tu nella sua.
E staccarsi per guardarsi un momento diventa intollerabile, le bocche si cercano come per volontà loro, gli occhi si chiudono ancora una volta per meglio sentire il sapore dell’altro, le mani già calde cercano lembi di pelle sotto i vestiti e la testa rimane attaccata al collo, ma scivola via, mentre la bocca sta cercando nuovi spazi in cui nascondersi, la lampo dei jeans scende in un’attimo, la camicetta si sbottona facile, le tue mani sono dentro il reggiseno e le sue sono appoggiate al tavolo della cucina, e non sai più se è la sua bocca che vuoi o tutto il resto, così passi in rassegna tutto il campionario di accessori in bella mostra sotto di te, mentre lei sorride e si aggrappa un po di più alle tue natiche, e fate tutto quello che c’è da fare. Ma alla fine, proprio nel momento in cui culmina il piacere, è di nuovo con la bocca che vi cercate.
Tutto inizia con un bacio.
E poi suona la sveglia, occhio che fai tardi al lavoro.

LA PRIMA IMPRESSIONE

Prima di tornare a casa si siede sempre sulla panchina in fondo alla via. Prende il suo taccuino e scrive qualche riga. Impressioni, battute, incipit. Gli incipit le riescono sempre molto bene, non sono mai un problema. E’ la storia che non va mai avanti. Sono sempre solo incipit, prime impressioni. Ora sta scrivendo e non si accorge che Lui la sta guardando. Da lontano, in fondo alla scalinata, la guarda scrivere e pensa che sia bellissima. Si è tagliata i capelli e sembrano anche un po’ più chiari del solito. Oggi ha deciso di mettersi quel suo cappottino coloratissimo, che la fa spiccare in mezzo alla gente. Lei e’ assorta nelle sue prime impressioni e Lui si perde nei suoi dettagli. Le gambe accavallate, il capo chino sui suoi pensieri. Non ha mai il coraggio di chiamarla, di distoglierla dalle sue pagine. Forse, in fondo, anche a Lui piacciono le prime impressioni.

LA PRIMA IMPRESSIONE

Tubino rosso china lungo al ginocchio con scollo a barchetta, di satin. Ciondolo con iniziale e catenina così sottile che quasi non s’intuisce. Due piccole perle bianche ai lobi. Mary Jane in camoscio color petrolio chiaro, un tacco vertiginoso. Clutch di seta carta da zucchero. Uno chignon leggerissimo, con una piccola rosa bianca tra i capelli. Occhiali con montatura in legno nero. Lui: completo grigio molto scuro, di lana leggera. Informale, una t-shirt sempre grigia con scritta rosso laccata che pretende: ANCORA UNO. Calzini scuri, scarpe di pelle con lacci, abbastanza eleganti. Un biondo finto spettinato, più riccio che mosso. I capelli sono corti. Gli occhi talmente azzurri che sgomentano. Un old fashioned per lei, una barbera per lui. E direi che come prima impressione non c’è male. Meglio andare via ora perché se cominciassero a parlare diventerebbe irreale.