ELETTRICA VIOLANTE, GRIDA!

Non me ne frega un cazzo di cosa mangi, di come ti vesti, che merdosa auto guidi, del tuo stipendio che serve solo a comprare puttanate inutili, io voglio sapere di te.

Tutto.

Scoperchia la tua anima, esponila nuda qui davanti a me e fattela guardare e toccare.

Voglio sentirla sulla mia bocca.

Chiudi gli occhi e non perdere tempo a balbettare un’inconsistente reprimenda edificante contro la volgarità.

La faccia che esponi al mondo, e’ volgare, la tua faccia da animale sociale, una maschera per ogni occasione, pur di non vivere in prima persona.

Io voglio guardarti dentro, giù, fino in fondo e cercare nel tuo torbido qualche traccia che somigli a me.

Non e’ un’opportunità che concedo a molti.

Metti le mani sulla mia faccia, attorno al mio collo, e dimmi di che colore sono le tue notti, quando ti rivolti nel letto senza poter dormire.

Le tinte del tuo tormento, del tuo dolore, delle tue passioni e del tuo peccato privato, i toni e le mezze gradazioni dei tuoi incubi inconfessabili.

Io lo so di che colore sono, sono appena tornata dall’inferno e, credimi, conosco i tuoi colori molto meglio di quanto pensi.

E sta zitto, mi stanno uccidendo le tue chiacchiere sulla famiglia e le mattine e la luna di notte e i sogni del cazzo che fai.. E vaffanculo!

Si, vaffanculo a tutte le famiglie felici del cazzo, che non esiste nessuna famiglia felice del cazzo!

In piazza, la domenica col vestito della festa, e a casa, tutti i giorni a menare le mani e pulire il culo dei vecchi e la bava ai matti chiusi nei salotti, occhi che guardano fra i teli delle tende le strade brulicanti di imitazioni di esseri umani.

Chiuso in casa, dentro la tua testa, a guardare i muri scrostati dalla noia.

Salvati, puoi ancora, se mi guardi davvero, se apri il tuo petto senza vergogna, hai ancora una possibilità, fammi guardare nel tuo cuore e in fondo allo stomaco, e fammi rivoltare tutto all’esterno, perché è solo così che si può davvero vivere: esposti.

Non è vero che sei fragile, dentro.

Sei fatto di fibre guizzanti e pulsanti, di materia che assorbe e rilascia fluido come respirasse, ed è la vita che traspira al tuo interno che ti rende umano.

Esponiti, è l’unico modo per rimanerlo.

Mostrati al mondo, fiero, brucia la tua anima per sfolgorare, butta fuori i brandelli ancora frementi del tuo io ingabbiato e vivi e contagia altri col tuo vivere e insegna loro queste tue nuove parole, perché non vadano perdute.

Vivi, respira, ama, grida, combatti, salva te stesso!

Vivi, o soffoca nell’inferno che ha contagiato tutti gli altri.

Vivi!

Annunci