CORBEZZOLI! O DELL’AVVERSIONE GIUSTA ET SACROSANTA ALLA VOLGARE ET PROMISCUA ET DEMONIACA ABITUDINE DI DECLAMAR VOLGARMENTE

    A voi
    sensibile cuore
    che si sconvolge
    all’udir parola men che casta e pura,
    dolce fanciulla leggiadra
    e imbellettata
    vestita a festa
    anche per andar
    a gettar la spazzatura,
    nobile anima
    e audace pensiero
    fanno parte della vostra natura.

    Che i miei versi possano esservi
    coperta per la fredda sera,
    alacremente intesso trame
    con disegni che distolgano
    la mente vostra
    da questa infinita galera.

    Vedo la calma
    posarsi sui vostri occhi,
    finalmente riposate
    le vostre stanche orecchie
    dal parlar del volgo
    buono solo
    per barboni e pidocchi.

    A voi.
    Mai vi raggiunga
    lemma men che lieto,
    parole note
    di felicità e sorrisi
    insomma
    nulla
    che somigli
    al rumor
    di un peto.

    Con profondissima cura dedico questi miserrimi versi a tutte le leggiadre et pulcherrime fanciulle et ai casti et puri uomini che solcano codeste strade che ho il profondo et davvero immeritato onore di calpestare me medesima.
    Ho l’ardire di sconfiggere la parlata grottesca et demoniaca che sporca bocche et lingue, et che deforma i volti di molti dei nostri giovanetti et giovanette dicasi “moderni”, con queste mie poche rime, davvero indegne dell’attenzione dell’occhi vostri, sí casti et limpidi come rugiada posata sul primo bocciuolo del mattino.
    Et ho la spudoratezza di sottoporre alle beltà vostre questo mio scritto, con la buona speranza che esso possa rendere omaggio alle vostre opulente bellezze di sguardo et d’animi.
    Indegnamente et umilmente,
    serva vostra, vetrocolato.