C’EST LA FUCKING VIE!

Mordi Roccia, rumore e spavento e fragore.
Dal terrazzo si vedono solo palazzi e dietro i palazzi ci sono altri palazzi. Casermoni di cemento con prato al piano terra e mansarda sul tetto. Tutti uguali.
Non è come stare in campagna, qui i temporali devono infilarsi tra le fessure perché si possano vedere bene. Ma si fanno sentire.
Mordi Roccia è a media potenza, l’ho visto più incazzato di così.
Un paio di lampi che illuminano a giorno, non ho nemmeno il tempo di spaventarmi, perché il tuono è già scappato lontano e lascia spazio al vento che porta via le nuvolacce scure e dense e cariche.
Mi vedo camminare sotto l’acqua, i capelli che si bagnano, i vestiti che s’infradiciano velocemente, solo il rumore dell’acqua che scroscia e dei tuoni che rotolano via. Quasi fosse un posto troppo noioso per tuonare con la giusta maestosità, il rumore se ne va nemmeno troppo lentamente, un attimo prima sembrava provenire dalla stradina qui sotto e l’attimo dopo sembra solo un’eco che arriva da chissà dove,
E non c’è niente che scuota meglio di un tuono, anche solo di un’eco di tuono.
Mi vedo camminare sotto l’acqua come in uno di quei vecchi film in bianco e nero, o in una Sin City de noantri, con un bel vestito rosso fiammante. Proprio da gran figa.
Ma di bagnarmi non ne ho per niente voglia, ho su il tutone di pile infilato nei calzettoni perché se no mi viene freddo e non ci penso nemmeno lontanamente ad andare là fuori. Penso cose sagge, cose tipo ma chi cazzo te lo fa fare di uscire con ‘sto tempo di merda? Infilati nel lettone, scrivi due puttanate sul blog, e poi spegni la luce e mettiti a dormire.
Perché tutto andrà esattamente come deve andare, qualunque cosa tu faccia.
C’est la fucking vie, mon cher!