IL CARRETTO DEL PANE

Mi manca il profumo del pane, la sensazione tattile del pane caldo tenuto in mano. Mi manca l’odore un po’ acre del lievito madre, il sapore della focaccia stirata, le rosette gonfie gonfie e croccanti, le ciabatte che non stavano tutte dentro al sacchetto, i baci di dama, le lingue di suocera, le pesche.. Le pesche! Grosse come pompelmi, con la crema al burro e l’alchermes e una ciliegina candita a far da picciolo. Mi dia un chilo di biove e tre etti di cantucci. Io prendo un filone e un pezzo di focaccia e.. ma si, una di quelle belle pesche! Centinaia di clienti che sceglievano sempre di tornare. Perché il mio papà lo sapeva fare bene il pane. E le fette biscottate e le brioches. No, non brioches, brioss. Si le brioss. Cornetti oppure olandesine. Spennellate con la marmellata di albicocche per fissare le goccioline di zucchero. Panettiere, pasticcere, apicoltore. Questo è il mio papà. Ricordo i miei pomeriggi di bambina passati in laboratorio a scalare quelle pile altissime fatte di sacchi di farina impilati. Erano le montagne, per noi nanetti! La nostra merenda consisteva nell’affondare le manine fino al polso nei contenitori della marmellata!  Ho sempre odiato dover stare dietro al banco a servire clienti. Pulire, pesare, lavare, tagliare. Ho sempre dato per scontato tutto il suo lavoro, tutta la fatica che ha sentito, che ha sudato, per fare il suo mestiere con criteri mai meno che eccellenti. Ora che dietro al banco non ci sono più, ora che sono passati ben più di quindici anni, mi rendo conto di quanto mi sia sbagliata nel dare tutto per scontato. Quanto mi manca il profumo del pane che faceva il mio papà.. Questo post mi è colato fuori dal cuore perché oggi han seppellito un panettiere poco più giovane del mio papà. Ho guardato il figlio di quest’uomo che piangeva mentre portava il suo papà dentro la chiesa, e mi sono chiesta quanto coraggio gli ci vorra’ per arrivare alla fine di questa giornata e, domani, cominciarne un’altra. Io son fortunata, il mio papà e sempre qui. Però oggi sono un po’ triste, perché han seppellito un panettiere. Ciao, C. 

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