L’IMPORTANZA DELL’ANTIADERENZA

Solo una domanda: perché scrivono ~antiaderente~ sulle confezioni di padelle e poi, quando tento di cucinarci dentro una frittatina di fagiolini con un’ovetto sbattuto e mix di erbette, ovviamente senza aggiungere olio, perché sono a dieta e se vedo scritto ~antiaderente~ a caratteri cubitali sulle confezioni delle padelle io mi fido, io sono una che ci crede, ma quando sono li davanti ai fornelli con una fame boia mentre attendo speranzosa che il mio pasto si cucini e sono in trepida attesa che il mix di fagiolini e uovo s’incolli alle pareti del mio stomaco, perché, mi chiedo perché si attacca tutto al fondo dell’Infido Tegame, ci vuole un nanosecondo e l’Avida Padella si fotte un terzo abbondante della mia frittatina, che chiamare frittatina un qualcosa cucinato senz’olio somiglia molto alla blasfemia, ma tant’è è ciò che ha fatto la Bugiarda Padella recentemente acquistata allo scopo di mettermi nel piatto roba senza doverla friggere ogni volta in mezzo litro di extra vergine, che pure, quello buono, costa una cifra, perché se nella Stronza Padella antiaderente ci metto due dita d’olio non si attacca una mazza, ma se tento l’esperimento frittatina-senza-grassi-aggiunti la tanto decantata antiaderenza, magicamente, fallisce.
Perché.
La mia è una domanda lecita.
O Munificentissimo e Imperscrutabile Manipolatore di Eventi, intercedi per me presso i costruttori di Ignominiose Padelle al fine di migliorare la qualità dei miei pasti e il tono del mio umore.
Perché non è affatto giusto, o Gioioso Burlone, Stratega e Compiaciuto Ideatore di Storie a Bivi delle nostre miserrime vite, non è per niente bello che ci si mettano pure i pentolai a prendermi per il culo.