KEEP CALM AND BLOG ABOUT IT

Quattro mura. Sempre quelle, sempre uguali e ingombre e soffocanti. Il pavimento pieno di cose, di abiti, giornali. Cose. Cadute, perse, abbandonate. Il tavolo di fronte alla finestra del soggiorno, la luce del sole che entra liberamente a scaldare il ripiano di legno della scrivania. La settimana enigmistica e la matita. Le soluzioni dell’edizione precedente a fianco del vecchio giornale.
E quattro mura.
La tv, suppongo. Di giorno, di notte.
Le sigarette.
I pasti consumati in cucina.
Forse c’è anche un mazzo di carte.
Ricordo anche dei libri.
E le foto. Spero che ci siano ancora.
I gatti.
Non so immaginare altro.
Non so come ci si possa volontariamente rinchiudere in una tomba mentre si è ancora vivi. Non so se la casa diventa una gabbia fastidiosa ma indispensabile o se prende la forma di un guscio sicuro e neutrale da tutti i mali del mondo.
Non so perché le persone fanno quel che fanno.
So che l’amore non basta e non è detto che. Ma con quel poco che so io, vado avanti piano in mezzo a molte zone d’ombra.

Annunci