MI HANNO DECISAMENTE SFROMBOLIATO LA MINCHIA

Mi hai scassato le palle, bambino frignone, no, non li puoi guardare i cartoni animati perché è tardi e devi andare a dormire.
Cazzo, con ‘sti muri di cartongesso si sente tutto. Il figlio del mio vicino di casa rugna per i cartoni da mezz’ora e il padre, giustamente, vorrebbe ficcarlo sotto le coperte vista l’ora -secondo lui- tarda. Le ventuno e quindici minuti. Ecco, non so a casa loro come funzioni, ma le ventuno e quindici minuti non è poi così tardi. Lasciagli vedere i puffi o quel cazzo che guardano i nani oggi giorno così la smette di sfracassare le palle a tutto il piano.
E quando il tabanetto settenne strepita, parte furioso l’ululare frustrato della cagna dell’altra mia vicina. Quella la sentiamo indipendentemente dal cartongesso, ha una potenza vocale degna di una cantante lirica.
Lei, la cagna, ulula disperatamente per ore, quasi soffrisse le stesse pene del nano dirimpettaio. Ulula la sua riprovazione e il suo sdegno, profondendosi in disperati assoli mono nota, con vibrati di petto e lunghissimi acuti di dolore.
Quindi, il nano strepita e la cagna ulula.
Io necessito calma e pausa sigaretta sul terrazzo.
Passa proprio in quel momento un Tizio del quartiere con cagnone al seguito, uno di quei cagnoni che hai paura solo a guardarli.
Ma non è mai colpa del cane, sempre del padrone.
Comunque, passano nel momento in cui mi accendo la sigaretta e la belva depone in mezzo alla stradina uno stronzo veramente considerevole. Appena terminato, il molosso e Tizio si guardano per un breve momento e se ne vanno.
E no, cazzo, stasera mi trovi.
Non lo lasci lo stronzo fumante sulla stradina comune.
Urlo a Tizio di tornare indietro e pulire.
Si gira, alza il capoccione ebete e mi vede. Mi alza il dito medio e se ne va. Per farvela breve, è finita un’oretta dopo, nel parcheggio sotto casa, con un carabiniere amico mio e una bella multa per Tizio.
E una profonda e celestiale gioia viscerale che mi pervade.
Rientro in casa.
La cagna ulula, sempre.
Il bambino dei cartoni non lo sento più, con un po di fortuna è stato soffocato. In compenso suo fratello, poco più di un neonato, parte in allegro andante la solfa per la poppata delle undici o quello che è.
E allora, vicini, V A F F A N C U L O !

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