AL DIO BURLONE E INFINGARDO, POSSESSORE DI MILIARDI DI BOCCETTE DI PROFUMO CHE USA A SPROPOSITO O CHE CUSTODISCE GELOSAMENTE AL RIPARO DA SGUARDI INOPPORTUNI A SECONDA DEL SUO MUTEVOLE E INDECIFRABILE UMORE

Finirà a psicofarmaci per tutti. Sia per i felici che per gli infelici. O a surrogati, placebo, distrazioni, convinzioni, découpage. Perfino découpage.
Potrei fare una lista di tutte le cose che non mi sembrano giuste, ma in questo momento mi sembra una cosa molto deprimente e non riuscirei a trovarci una chiave di lettura comica. E poi mi è venuto in mente che la chimica è come la nuvoletta di profumo. Esiste una tecnica per mettersi il profumo, lo spruzzi in aria di fronte a te e ci cammini attraverso; questo è il modo giusto per mettersi il profumo. Ed è la stessa cosa per la chimica. La Chimica delle persone. Solo che la Chimica delle persone non sta in una boccetta di profumo di cui puoi controllare l’erogazione, no, ci vuole un gran culo per trovare quella Chimica, e poi devi anche passarci attraverso al momento giusto e lasciarti scivolare addosso il nuovo profumo. È una perfetta combinazione di tempo e luogo, non è una cosa che capita spesso. Devi avere fede che esista, e come per tutte le cose per cui si ha fede, ci si deve abbandonare senza vedere nulla di concreto e tangibile. Devi camminare al buio, affidarti all’istinto, trovare la nuvoletta giusta e lasciarti impregnare dal suo profumo.
Lo dicevo che ci vuole un gran culo!
E come per tutte le fedi, a volte si vacilla, si dubita, si grida di rabbia e ci si trascina sotto un metro di terra per nascondersi al mondo, imprecando contro la fede che non esiste.
Ma è così che ti frega, la fede. Ti fa dubitare. E io non voglio dover dubitare.

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FERMO IMMAGINE

Colpa della carenza d’alcool nei miei giorni ricchi di fibre e proteine e poveri di grassi aggiunti, una roba che chiamano ~essere a dieta~ io chiudo gli occhi e m’immagino spiagge deserte, musica anni sessanta e ritmo pigro di vacanza. Immagino di essere altrove e chiudo fuori il mondo che continua a girare storto, all’incontrario, mentre io mi godo il mare e un cocktail verdazzurro che sa di anice. Lascio in bozza le invettive, che mi son tornate nelle dita, lascio fuori la distribuzione delle colpe, lascio fuori tutto quanto.
Ci sono solo io e la musica.