EVVIVA L’AMMMO OOO REEE!!!

La cena del single che ha dimenticato di fare la spesa consta di due fette avanzate di pane confezionato, qualche ciuffetto di philadelfia non troppo verdognolo rimasto attaccato alle pareti del contenitore e un culo di salame duro come la pietra.
Ciò di cui sopra sarebbe già abbastanza deprimente di per se, ma abbisogna spiegare all’ignaro lettore che la sottoscritta, rientrando a casa dal lavoro, trova vertordicimila pezzetti oblunghi di carta stampata disseminati ovunque nel bilocale, inequivocabile segno della presenza di un famiglio, nonché migliore amico dell’uomo, che porta nome Ben e che, superfluo dirlo, adora masticare salsicce, scarpe, libri e culi di salame.
La cosa buffa è che sto cenando su un tappeto di Sostiene Pereira e mi rendo conto che non è affatto vero che i cani si sentono in colpa come in quei filmati che girano su faccialibro dove si vedono bestiole che implorano caninamente perdono ai padroni.
Il mio Zampa Schiacciata sta tranquillamente raspando il cuscinone in cerca della Posizione Perfetta per gustarsi la leccornia maialesca. E non mi sta languidamente osservando con le orecchie basse e la coda tra le gambe: la belvazza mi da le spalle, tira puzzette a raffica e rosicchia impenitente.
Così, io sostengo che l’animaletto ha preso pieno possesso dei suoi spazi, dei miei libri e delle mie scarpe, degli avanzi del mio frigo e del mio tenero cuore di trucida single. Questo io sostengo!
Ah…l’amour!

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FICHISSIMO KARMA

Ho di nuovo sbagliato svincolo in autostrada, mi sono magicamente ritrovata a Piacenza, non chiedetemi come, perché non saprei spiegarlo. È successo e basta. Prima ero ad Asti, andavo tranquilla verso Alessandria, ma niente, dopo un’oretta, che in effetti è sembrato anche a me un tempo considerevole, ma tant’è, dopo un’oretta ero a Piacenza. Così esco, prima di far ulteriore danno, esco. Invece di essere a casa per le diciannove sono tornata alle ventidue, ma tutto bene quel che finisce bene, no?
E il problema non è nemmeno quello, oh no!
Sabato pomeriggio mi sono comprata l’aifon.
Si, lo so, non me lo posso permettere, mia nonna si sta rivoltando nella tomba, dovrei pensare alle bollette e all’affitto…niente, l’ho preso lo stesso.
E cosa succede? Il karma, il fato, o forse la forza di gravità fanno si che il mio nuovissimo e fichissimo aifon, come dire, scivoli verso il pavimento e puf, si frantumi lo schermo.
Mi fiondo al negozio, i commessi cercano di decifrare il mio monologo con facce visibilmente preoccupate, io sento le loro domande, ma non riesco a compitare correttamente così tiro fuori l’aifon, apro la custodia e ohhh, lo sa che la Apple non copre i danni accidentali? E io, siiiii, lo sapevo, perché quando mi si è rotto l’aipad, sempre per la forza di gravità, non me lo avete sostituito!
E spero in un miracolo, quando un ragazzo si avvicina e mi dice che si può fare l’assicurazione kasko, che sono ancora in tempo, bisogna solo aspettare fino a domani che sia completa la portabilità del numero.

Così penso che l’aifon avrei anche potuto lasciarlo nella sua bella vetrina, nessuno si sarebbe rivoltato da nessuna parte, non sarei finita in un cantuccio del mio appartamento a pensare a tutta la pecunia che ho sborsato per averlo, mi sarei potuta risparmiare un gran numero di smadonnamenti e avrei ancora voce per poter parlare.
Ma sono fatta così, mi perdo in autostrada e mi piacciono i gadget tecnologici.