“LA BELLEZZA DI UNA DONNA È DIRETTAMENTE PROPORZIONALE AL QUADRATO DELLA DISTANZA DA CUI LA SI OSSERVA ED AL CUBO DELLA FREGOLA DELL’OSSERVATORE” LEGGE DI MURPHY

Le donne sono come bottiglie di vetro, fragili ma forti. Sanno essere bianche e trasparenti, opache e piene di venature, scure e insondabili.
Le donne sono occhi e bocca, mani che accarezzano e braccia che sanno cullare. La bellezza delle donne sta nella morbidezza dei fianchi o nella lieve depressione degli ombelichi. Nelle curve dei seni prosperosi, nelle rotondità delle cosce che iniziano a svelarsi in questa stagione. La bellezza delle donne sta nelle gambe magre magre e nelle braccia sottili e arrossate dal primo sole. Nella pelle tesa sulle costole. La bellezza delle donne sta in cento chili come in quaranta, non esiste prova costume che sia veramente necessaria a nessuna donna.
Perché le donne sono belle così come sono.
Perché alle donne basta un filo di amore sulle labbra, una spolverata di dolcezza sulle palpebre, due gocce di sensualità dietro le orecchie e sono pronte per uscire all’aperto e vincere qualsiasi prova cui devono sottoporsi. Qualche volta capita che se lo dimentichino, sia le donne che gli uomini, e allora trovo giusto dire a voce alta che la bellezza non è in una taglia standard.
Certo la bellezza è anche fatta di salute, quando ci si riesce non basta sentirsi bene dentro la propria pelle e ossa o dentro la propria ciccia.
Ma il cibo è molto più che benzina per il corpo.
E non sono in grado di dire come si impara che il cibo non è sostituzione d’affetto, o compensazione.
Il cibo non andrebbe rifiutato o ricercato all’eccesso.
Non so come si faccia, sono la prima a non saper gestire un rapporto sano con il cibo, so solo che l’unica prova costume possibile è quella fra persone che non giudicano la taglia che indossano altri.

Vince chi ha il costume più intonato al colore degli occhi.

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