LET IT BE

La verità è che non so se sono felice.
Non so come difendermi; sono sola ma non sopporto costrizioni, sono forte ma temo d’aver bisogno di braccia che mi sorreggano, sono libera ma non sono capace di scegliere.
Sono intrappolata qui dentro. E nella miriade di spiegazioni che si possono trovare sul perché sono finita qui dentro, non ce n’è una che sia solida abbastanza da durare per più di cinque minuti.
Sono pigra?
Sono stupida?
Sono vittima?
Sono presuntuosa?
Le mie capacità di difesa dagli attacchi del mondo sono molto istintive. Al dolore reagisco con chiusura, spavento, negazione e scoraggiamento. E tutte queste cose si sommano di volta in volta, dopo ogni attacco. Nel mezzo, a tratti, esce prepotente la mia parte superficiale, frivola, ironica, leggera. Che non è poca cosa, nonostante tutto.
Quella parte mi salva, sempre. Lo sta facendo anche ora.
Perché non è che non sono felice, è solo che ho scoperto che la felicità non la devi analizzare troppo, se no diventa amara.