OGGI TORNO AD AMARE IL MIO LAVORO

Mi sveglio al mattino presto già nervosetta per i fatti miei. C’è un freddo polare che mi ghiaccia i pensieri sul nascere e la sveglia sta insistendo e allora mi devo proprio alzare. Anche se sono tipo cinque minuti che dormo. Comunque.. Sto qui davanti allo specchio del bagno, e mentre cerco di capire se sono la stessa persona di ieri sera, mi lavo i denti. Spiego: ci sono cose si possono fare solo in bagno. Pensare, ad esempio, cantare sotto la doccia, che non e’ per niente una cosa stupida come pensano certe persone meschine e insulse. Farsi centrifugare le emozioni sul piano della lavatrice. Farsi le grandi domande della vita, ma anche quelle piccole, aggrappandosi alla banale sicurezza di gesti quotidiani come lavarsi i denti e fare la cacca. Ecco. Dunque dicevo, sto li a sfregarmi i denti con gli occhi gonfi del sonno che non ho dormito e devo sciaquarmi la bocca. E non c’è acqua. Ho detto: non c’è acqua. Ho la pasta del capitano alle erbe purificanti ovunque, sembro Babbo Natale, e non c’è acqua. Perdio! Neanche una goccia. Neanche nel bidet. Panico. Non possiedo bottiglie d’acqua perché bevo quella del rubinetto. Ho una bella caraffa filtrante sul ripiano del lavello. Vuota. Ma proprio vuota vuota. La pasta del capitano mi schiuma in bocca, e non sono per niente carina, nemmeno un pochino. Allora apro il frigo, magari trovo un estathe’ o un succo. Voglio dire, meglio di niente, no? No. Ci sono sei bottiglie di Heineken. E allora fate un po voi. Sarà per questo che oggi sono tornata ad amare il mio lavoro. Per forza, ero ubriaca.