MALEFICA

Il Tempo si è fermato con stridore d’ingranaggi arrugginiti e tutto si è coperto di polvere; la vernice si scrosta dai mobili con una lentezza esasperante eppure tutto è fermo e niente lascia tracce.
Non conosco la meccanica degli orologi, non so come si ripara quel maledetto Segnatempo inutile appeso al muro della sala.
Si tratta di Malefica. È caduta in disgrazia. Non farebbe paura nemmeno a una mosca e sta diventando ridicola. Si affanna fra misture e pozioni senza più capirci il verso ed è patetico assistere alle sue messinscene cercando di rimanere impassibili e mostrando quella meraviglia che fino a poco tempo fa non avremmo dovuto simulare.
È un dato di fatto, non è più lei. Povera Malefica! Non sa più come essere se stessa.
Il Tempo Fermo sottolinea meglio la sensazione di immobilità, è un velo pesante come un lenzuolo buttato sui mobili per ripararli dalla polvere. Ma il Tempo non si fermato davvero, permette solo alcuni momenti di consapevolezza prima di riprendere a vorticare instancabile.
Il Tempo conosce solamente questo trucco da feste dei bambini, non saprebbe farne altri, ma è un trucco che riesce tutte le volte. Si blocca e poi riparte. Non sai quando si bloccherà, non sai quando ripartirà, ma puoi star certo che prima o poi ricomincerà a macinare istanti.
Io mi sono accorta di Malefica solo in questo momento di Tempo Fermo e mi sono resa conto anche di altre cose che subito ho nascosto per bene in fondo, schiacciandole giù per impedire che possano prendere aria, ossigenarsi e uscire.
Perché non ho più tempo, ha già ripreso a scorrere.
Domani, si ricomincia.

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