CORBEZZOLI! O DELL’AVVERSIONE GIUSTA ET SACROSANTA ALLA VOLGARE ET PROMISCUA ET DEMONIACA ABITUDINE DI DECLAMAR VOLGARMENTE

    A voi
    sensibile cuore
    che si sconvolge
    all’udir parola men che casta e pura,
    dolce fanciulla leggiadra
    e imbellettata
    vestita a festa
    anche per andar
    a gettar la spazzatura,
    nobile anima
    e audace pensiero
    fanno parte della vostra natura.

    Che i miei versi possano esservi
    coperta per la fredda sera,
    alacremente intesso trame
    con disegni che distolgano
    la mente vostra
    da questa infinita galera.

    Vedo la calma
    posarsi sui vostri occhi,
    finalmente riposate
    le vostre stanche orecchie
    dal parlar del volgo
    buono solo
    per barboni e pidocchi.

    A voi.
    Mai vi raggiunga
    lemma men che lieto,
    parole note
    di felicità e sorrisi
    insomma
    nulla
    che somigli
    al rumor
    di un peto.

    Con profondissima cura dedico questi miserrimi versi a tutte le leggiadre et pulcherrime fanciulle et ai casti et puri uomini che solcano codeste strade che ho il profondo et davvero immeritato onore di calpestare me medesima.
    Ho l’ardire di sconfiggere la parlata grottesca et demoniaca che sporca bocche et lingue, et che deforma i volti di molti dei nostri giovanetti et giovanette dicasi “moderni”, con queste mie poche rime, davvero indegne dell’attenzione dell’occhi vostri, sí casti et limpidi come rugiada posata sul primo bocciuolo del mattino.
    Et ho la spudoratezza di sottoporre alle beltà vostre questo mio scritto, con la buona speranza che esso possa rendere omaggio alle vostre opulente bellezze di sguardo et d’animi.
    Indegnamente et umilmente,
    serva vostra, vetrocolato.

AH! UN ENORME, GIOIOSO AH!

Se c’è ancora una cosa a sto mondo che ancora mi fa credere all’amore è vedere due persone che si annusano quando tornano a casa la sera, e lo fanno da tutta la vita.
Abbaiano anche, a volte.
Che di solito mi fa pure un po senso, ma mi fan sorridere sempre.
Un sorriso che è puro affetto, e che mi rimanda sempre indietro amore.
(Potrete mai perdonarmi R. e R. per questa divulgazione fuori controllo? E’ dettata solo dal profondo affetto.)
Due che son sposati da tutta la vita, che hanno i loro alti e bassi, che son belli e mi vogliono bene.
Ecco, questo e amore.
No, AMORE.
Si, tutto maiuscolo.
Se, ad oggi, ancora credo all’amore è grazie a queste due persone che si amano, che mi danno affetto.
E’ l’amore “giusto” quello che provano loro.
Quando dico che l’amore non basta, come in un mio recente post, loro lo sanno bene cosa intendo, e hanno sempre applicato questa piccola verità al loro rapporto, alla loro vita insieme.
Se l’amore non esiste, loro sono la mia personale eccezione che conferma la regola.
Oggi ho imparato regolette nuove!
1 l’amore vuole indietro amore.
2 l’amore venduto a buon mercato, non perde il suo valore, lascia
solo, all’incauto compratore, la stessa aridità che aveva prima.
3 ci vuole impegno e passione e costanza e mila e mila altre cose
perché due persone possano essere felici insieme.
4 ergo, l’amore non basta.

P.S. Frogman è solo per voi.

LE GINEVRINE DELLA FELICITA’

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La felicità si nasconde nei posti più strani, lo so. Come le ginevrine. Quando ti cadono per terra si spandono ovunque, per chilometri, e te li ritrovi nei posti più impensabili, anche a distanza di anni. Solo che non mi viene proprio di ficcare la mano nel pertugio dietro il mobile, la sotto, la dietro, la in fondo.. per una ginevrina. Forse per la fatica di dovermi chinare, forse perche’ se infili la mano sotto un mobile non sai mai se ti torna indietro tutta intera.. Non che non abbia mai raccolto delle ginevrine. Ne ho collezionate molte nel corso degli anni. Solo che deperiscono, non si conservano, e la mia tendenza a buttare tutto non aiuta. Comunque ne ho un ricordo preciso, fatto di momenti o di ore o di nottate passate a parlare seduti in macchina, un ricordo fatto di lettere e canzoni, aperitivi, sabati pomeriggio agli scout.. Anche altro, certo. Anche altro, ne sono quasi sicura.