LA BELLEZZA DI MIRIAM

(La perfezione di Miriam e’ nell’esser quasi palindromo.
Il quasi, l’eccesso, -il difetto?- la rendono reale)

Mi hai guardata, e hai visto qualcosa che non ti e’ piaciuto abbastanza da farti fermare, voltare e allungare una mano verso di me.
È una questione di bellezza, certo, e io non ne possiedo abbastanza,
o la giusta misura, quella che ti avrebbe fatto scattare indietro per fermarmi, per trattenermi.
E ha un bel dire, la gente, che quello che conta sono le qualità di una persona e non l’aspetto fisico.
Non è proprio così.
Conta.
Cazzo se conta.
In una maniera differente rispetto a quello che si indossa o a come ci si pettina o se ci si trucca o si preferisce essere acqua e sapone. La bellezza e’ un tratto somatico, un odore, una sfumatura di colore, un difetto, a volte. La mia bellezza, con te, non ha semplicemente funzionato.
E magari stai con la donna che ami perché hai scorto la sua bellezza mentre ti parla di dagherrotipi la mattina presto e la cosa ti manda in fregola in cinque secondi netti.
Oppure, mentre ti strofina il jhonson’s baby shampoo sotto la doccia,
ti declama Hikmet e ti manda in sollucchero in un nano secondo.
Dico così, io non so nulla della sua bellezza. La sua bellezza particolare, che ti ha fatto voltare a suo tempo.
E ti sarai innamorato, forse, dei suoi occhi così profondi o della piega del suo collo che non smetteresti mai di baciare o della sua voce, così sensuale che vorresti poterla incidere su un vinile o racchiudere nel tuo
i-pod per poterla ascoltare di notte, quando sei solo.
Oppure dei suoi capelli, che ti piacciono lunghi, forse, o della sua camminata che fisseresti per ore, delle sue mani che vorresti sempre addosso.
Conta, la bellezza.
Che svanisce, ma ti marchia il suo ricordo dentro e sulla pelle. Vedrai sempre bellezza nella donna che più hai amato e questo non t’impedirà di vederla anche in altre persone, ma la sua, la sua bellezza, sarà sempre la più ricordata, la più commovente immagine che avrai sempre nei tuoi occhi chiusi. Nessuna potrà mai competere. Non importa quanta bellezza ti si svela ogni giorno, sarà sempre e solo la sua bellezza che abiterà il tuo cuore per il resto dei tuoi giorni sulla terra.
Il resto non conta un cazzo.
La sera, tornerai sempre da lei. E poco importa se lei c’è davvero o se un giorno deciderà semplicemente di non aspettarti più. Se la vita ti ha fatto diventare qualcos’altro da quello che eri fino a ieri, se i sentimenti hanno subito oscillazioni pericolose e ci sono distanze forse irrimediabili. Non importa se i problemi della vita incombono e soffocano tutto il resto, non importa se tutto è diventato terribilmente complicato e quasi ti viene voglia di mandare tutto e tutti affanculo.
Ormai sei marchiato, nessuna prenderà tanto posto nel tuo cuore come ha fatto lei.
Ecco perché non ti sei voltato, non sei tornato indietro a prendermi per mano.
Credo ci si possa innamorare solo una volta nella vita.
La volta in cui trovi l’unica bellezza che non immaginavi neanche nei tuoi sogni più grandiosi di poter trovare.

Come Barney quando trova Miriam.

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“Secondo alcuni hai un pessimo carattere, e quando hai alzato un po’ troppo il gomito, come ora – il che fra parentesi non è molto gratificante -, cominci a cercar rogna”.

“Alcuni chi, McIver?”.

“Si dice il peccato ma non il peccatore”.

“Mi sento poco bene. Sto per vomitare”.

“Ce la fai ad arrivare in bagno?”.

“Che disastro”.

“Vuoi…”.

“Devo stendermi”. Mi accompagnò in camera, dove caddi subito in ginocchio e vomitai nella tazza, mollando una scoreggia devastante. Volevo essere sepolto vivo. O fatto a pezzi. Dilaniato da quattro cavalli da tiro. Miriam bagnò un asciugamano, mi pulì la faccia e mi accompagnò fino al letto.

“Che umiliazione”.

“Ssh”.

“Adesso mi odi e non mi vorrai rivedere mai più”.

“Sta’ un po’ zitto” disse. Poi mi passò dì nuovo sulla faccia l’asciugamano umido e mi fece bere un bicchier d’acqua, reggendomi la testa con la sua mano fresca. Decisi che non mi sarei mai più lavato i capelli in vita mia. Mi coricai e rimasi per un po’ a occhi chiusi, sperando che la stanza smettesse di vorticare. “Tra cinque minuti starò benissimo. Ti prego, non andartene”.

“Prova a dormire un po’”.

“Ti amo”.

“Sì, sì, va bene”.

“Ci sposeremo e avremo dieci figli”. Al risveglio, un paio d’ore dopo, la vidi lì in poltrona, le lunghe gambe accavallate, che leggeva Corri, coniglio. Era talmente assorta che rimasi in silenzio, approfittandone per contemplare la sua infinita bellezza. Avrei pianto. Il cuore era come impazzito. Pensai che se in quel preciso istante il tempo si fosse fermato lo avrei trovato giusto. Alla fine dissi: “Lo so che non vorrai vedermi mai più. E non posso darti torto”.

Tratto da: La versione di Barney. Mordecai Richler

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Ti ho sognata

Ti ho sognata
mi sei apparsa sopra i rami
passando vicino alla luna
tra una nuvola e l’altra
andavi, e io ti seguivo
ti fermavi e io mi fermavo,
mi fermavo, e tu ti fermavi,
mi guardavi e io ti guardavo
ti guardavo e tu mi guardavi
poi tutto è finito.

Nazim Hikmet.

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Ciò che ho scritto di noi

Ciò che ho scritto di noi è tutta una bugia
è la mia nostalgia
cresciuta sul ramo inaccessibile
è la mia sete
tirata su dal pozzo dei miei sogni
è il disegno
tracciato su un raggio di sole

ciò che ho scritto di noi è tutta verità
è la tua grazia
cesta colma di frutti rovesciata sull’erba
è la tua assenza
quando divento l’ultima luce all’ultimo angolo della via
è la mia gelosia
quando corro di notte fra i treni con gli occhi bendati
è la mia felicità
fiume soleggiato che irrompe sulle dighe

ciò che ho scritto di noi è tutta una bugia
ciò che ho scritto di noi è tutta verità.

Nazim Hikmet.

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Amo è la parola più pericolosa per il pesce e per l’uomo!
Groucho Marx

L’amore eterno dura tre mesi.
Confucio

È necessario che una donna lasci un segno di se, della propria anima, ad un uomo, perché a fare l’amore siamo brave tutte.
Alda Merini

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