PANDORO

Tentativi di pandoro farcito per la sera di San Silvestro.
Pandoro 1 – casa 0
Ha vinto il pandoro.
Per la precisione, il mascarpone che è servito per farcirlo.
Un chilo.
Un chilo di mascarpone, un chilo di pandoro, che mi pareva brutto avessero pesi diversi.
Mezzo litro di passito per bagnare lo spugnone.
Catafotto il mascarpone nell’unico bacile abbastanza capiente che ho, due rossi d’uovo e una busta e mezzo di zucchero a velo.
Cannella come se non ci fosse un domani e due shot di rum.
Uno nel bacile, uno direttamente in gola.
E parto di fruste elettriche.
Che se mi avessero detto che il polveroso zucchero a velo avrei prima dovuto mescolarlo delicatamente con un cucchiaio e incorporalo a poco a poco, tutto sto casino non sarebbe successo.
A cose fatte ne sara’ rimasto si e no otto etti utilizzabile.
Nel bacile.
Il resto, sparso per la cuisine.
Dovendo rimediare alla carenza mascarponesca, con un’intelligentissimo e furbissimo stratagemma ho ridotto l’altezza del pandoro eliminando un fettone centrale che tanto non se ne accorge nessuno se è un po sproporzionato, non dopo tutto l’alcool divinatorio e propiziatorio che è necessario per ingraziarsi benevolmente il Supremo Manovratore affinché il nuovo anno ingrani bene e regga la marcia.
Indi per cui conciossiacosache, tutto andò bene.
Abbiamo cantato di brutto e ballato anche di più.
Abbiamo brindato, ci siamo cotechinizzati a dovere, c’erano lenticchie che si sprecavano e antipasti da sfamare una scolaresca di adolescenti in gita col pullman verso Praga.
E l’anno non è cominciato bene proprio per un cazzo, ecco.
Che tra piatti da lavare e muri da scrostare e tonnellate di alka-seltzer per riordinare le viscere, non avrei saputo immaginare un inizio più fantozziano.
Ma si tiene botta, e si spera che l’anno prossimo tocchi a qualcun’altro portare il pandoro farcito.