FUORI TEMA: NATALE

Se c’è una cosa che mi da fastidio è il natale.
Non lo sopporto, m’incupisce e mi rende fragile.
Ma se c’è una cosa buona, è che in due giorni mi passa.
Natale, poi santo Stefano, e basta, finito tutto.
Solo che da me funziona così: bisogna iniziare a pensarci almeno da ferragosto, al natale, già dopo la pasqua diventa l’argomento più gettonato, e la cosa, onestamente, mi sta alquanto fracassando le palle.
È la Signora Incontrastata delle Nevi Perenni che parla, ha preso il sopravvento la mia parte più individualista e cinica, e non sono totalmente contraria che lei regni sovrana sulla mia parte emotiva e irrazionale.
Mi ha fatto comodo tante volte essere fredda e distaccata, mi è servito a sopravvivere.
La Regina di cui sopra passerebbe volentieri le vacanze natalizie al freddo, sulla neve, anche da sola piuttosto che con la proverbiale cattiva compagnia, anche da sola pur di non cedere all’emotività, a quella parte di me che vorrebbe un natale col tacchino e la tombola, gli abbracci dei familiari, gli affetti reali, tangibili che possono esistere nelle famiglie.
Nulla a che vedere con quei natali della pubblicità, quelli finti, con i sorrisi finti e le felicità finte.
Io davvero vorrei un natale semplice e carico d’affetto.
Ma così non può essere.
Mi serve la mia Fredda Regina, mi serve perché se no sento piegarsi le gambe e spezzarsi il cuore. E la mia fantasia, a cui di solito mi aggrappo con tutto il peso, che sempre mi rende più leggera e più disponibile alla felicità, la mia fantasia non può sopperire a questo, non ne ho abbastanza.
Sapeste il groviglio che mi graffia le pareti del cuore.
È fatto di tristezza e di senso di colpa e di bisogno di sentirsi ancora figlia e necessità di imparare a camminare con le mie gambe.
Fatemi un regalo, per natale facciamo finta che sia già primavera.

Annunci