GUARDA ME, GUARDA SOLO ME (MAYBE IT’S NOT TOO LATE TO LEARN HOW TO LOVE AND FORGET HOW TO HATE. OZZY)

C’è qualcosa di sbagliato, è questione di come stanno le cose e di come invece dovrebbero stare, tutta la superficie della vita, la retta larga poco più di un palmo che percorro in una sola direzione obbligata mi sostiene senza alcuna rete di protezione, mi perdo dentro la testa inconsapevolmente girando in tondo mentre invece cammino su di una strada perfettamente diritta, a volte correndo, a volte inciampando, sempre diretta al muro che mi aspetta in fondo. La terra morbida alla fine del percorso, senza sangue, sempre ferite che non sanguinano, non so come chiamarle in altro modo, se fanno male sono lacerazioni, lo sono anche se non vedo il rosso scuro che dovrebbe colare. Ne ho la sensazione sui polsi e sui palmi, sulle tempie, cola dagli occhi trasparente come se. Fosse domani che arriva il giro di boa, ben poco importa che siano invece sette perfetti giorni. Gli ultimi istanti per. Chiedermi cosa farei se fossero gli ultimi istanti della mia vita, se mai qualcuno al mondo è riuscito ad accorgersi di vivere gli ultimi istanti della propria esistenza, senza aver mai pensato di. Chiudere il viaggio con un bacio, immortalato come statua di pietra vulcanica, il primo e l’ultimo mai pensato, mai. Si dovrebbe riflettere su come si vorrebbe finire i propri giorni, si finirebbe col pensare le stesse cose, le stesse dannate e benedette cose di ogni stramaledetto e strabenedetto giorno sempre come se. Potessi chiedertelo lo farei, lo so che il coraggio non mi mancherebbe, alla fine, sono forte e fragile nello stesso tempo sono.
A metà strada, nel mezzo perfetto di ciò che ero e di ciò che potrei ancora essere domani. Comprerò una maglia nuova e non penserò mai più a quello che desidero più di ogni altra cosa al mondo. Esisto solo su questo piano anch’esso esattamente a metà strada fra chi sono e cosa voglio. Da te. Esisto solo qui, qui voglio farmi trovare, qui non mi nascondo, qui lo sanno tutti chi sono, non ho bisogno di nascondermi io. Ho bisogno di. Una dolcezza che arriva forte come l’onda che sembra soffocare. La vita ha più sapore se arrivi dolce come un’onda di riflesso e poi sfondi gli argini e mi avvolgi. Di te. Con te. Parlo di te come. Se fosse vero che. Esisti. Sei una sensazione che non ricordo di aver provato, è. Come andare in bicicletta. Cose che non si dimenticano, cose. Accumulate, come l’eccesso di spazio nello stomaco che non basta riempire con il cibo, perché non è il cibo che riempie. Sono. Felice. Dell’idea. Di. Te.
Guarda me, guarda solo me.

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