UNA POLTRONA DI SHIRO KURAMATA

Non baciarmi sulla bocca. Questo non è negoziabile, puoi fare tutto, puoi avere tutto, ma non puoi baciarmi sulla bocca. Siediti sulla poltrona, abbassa le luci. No, non spegnerle, ecco, così, come fossero candele. Rilassati, bevi un sorso di birra. La musica parte lenta, un sax in sottofondo, la voce roca della cantante sembra sussurrare parole di viaggi, di aeroporti. Tieni gli occhi bene aperti, guardami davvero. Mi spoglio lentamente, sfilo le scarpe, poi la maglietta e i jeans e sono perfetta davanti a te. Ora puoi usare le mani, posa la birra sul pavimento. Prendo il foulard che indossavo e ti bendo gli occhi di modo che tu possa sentire meglio. Parto dal collo, ti bacio sulla vena che pulsa sotto la pelle. Tu sei già più avanti, ma ti fermo. Scendo al petto, uso anch’io le mani. Provi a baciarmi con un’ostinazione che mi fa quasi tenerezza, ma non posso, lo sai. Non puoi avere le mie labbra, accontentati del resto. Così e’ perfetto, vorrei che questo istante potesse non finire mai. Non puoi baciarmi perché non rimarrei integra se le tue labbra dovessero sfiorare le mie. La sensazione della tua bocca sopra la mia, il sapore della tua lingua, della birra che hai bevuto mescolata alle sigarette e alle parole che mi hai sussurrato sempre, incessantemente, all’orecchio. Tu sei mia, tu sei mia.. Non puoi baciarmi perché il contatto con le tue labbra mi frantumerebbe. Rimarrei sfinita, di uno sfinimento definitivo, intollerabile. Non puoi baciarmi, accontentati del resto. 

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