INTERVALLO

…e chi se lo ricordava più il sesso di primo pomeriggio.
Che visto che pretendo troppo, ho solo dimostrato a me stessa e all’universo mondo che l’orgasmo migliore è sempre quello auto prodotto. O si.

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DI SFRANTICAMENTO

Oggi mi sono piazzata sul Profetico Divano
e ho pensato a tutte le minchiate che ho fatto,
che sto facendo e che farò nella vita.
E mi domando: sarà avanzata della pizza da ieri sera?
Così compio il tragitto fino al frigorifero, riesumo la fettona
di pizza ai funghi rimasta, la scaldo nel micro, e mi riposiziono
sul solco lasciato dal mio culo sul Divano Pensatore.
E d’improvviso mi accorgo di aver dimenticato la birra.
Allora smadonno un po, mi alzo, afferro la peroni
e felicemente mi ricolloco. Stasera siamo solo io e La Becera.
Le altre si sono sfranticàte le palle delle mie paturnie, così ci arrangiamo io e lei. E qualche carogna, ma quelle non le conto nemmeno più, sono presenza fissa, hanno il trespolo dietro il Divano Confessore e abitano li, tranquille a volte, incazzose tutte le altre.
Sto provando ad avere un proficuo dialogo con la mia parte più animalesca e istintiva, La Becera appunto, e per ora vince lei uno a zero. Sacramentando in libertà e lasciandomi andare ai più bassi istinti da domenica pomeriggio di skazzo a casa, quali il rutto libero, il girare per la dimora senza biancheria intima sotto il pigiamone di pail, che non vale mica solo per i maschi sta cosa dell’esser più liberi senza le mutande, of course, e poi, ancora, la pizza e la birra anche se mancano ancora due ore al momento della cena e infine, ogni tanto, butto un’occhio su youporn per vedere che effetto fa.
E l’atmosfera globale non mi dispiace per niente.
E ora lo so che state pensando: esagerata. E no, cari belli e brutti bloggers, non esagero per un cazzo. È solo che non mi conoscete,
e allora tendete a diffidare di queste mie parole. E comunque cazzomène, non è fondamentale che voi mi crediate.
O no? Ma La Becera già si sta perdendo dietro queste
considerazioni che per lei son troppo filosofiche.
Ingollo un’altra sorsata di birra e procedo a ricapitolare
i punti salienti della nostra dissertazione seral-pomeridiana.

UNO: È importante la differenza tra un vaffanculo gentile e un vaffanculo vaffanculo. Per un solo motivo. Le parole gentili, seppur definitive e incontestabili, lasciano una ferita meno evidente di quelle gridate e vomitate con rancore e rabbia. Pensate che io, quando mi mandano affanculo gentilmente, arrivo persino a ringraziare.
E poi un vaffanculo è anche un’uscita d’emergenza.
Riflettete, vi mandano affanculo, gentilmente o meno, e un bel momento vi rendete conto che era l’unica cosa possibile da fare, e quindi menomale che non siete stati voi a doverlo dire ad alta voce!
Avete la vostra uscita strategica. O no?

DUE: Il punto due non esiste perché La Becera ha la soglia d’attenzione di un criceto morto e si è già diretta al frigo
per la seconda birra. E rimango li anche io,
contagiata dal suo EEG piatto, quando squilla il telefono.
È il mio brother in law, Pingu per gli amici,
e stasera mi trova carichissima:

VETRO: ‘Dazza..

PINGU: Ciao! Sei proprio tu, vecchia camarda?

VETRO: Ciao bastardo, che cazzo vuoi?
E vecchio ci sarai te. Ti dice niente 30 marzo 2014?

PINGU: Senti, sottomerda, sto tornando a casa dal
lavoro, se vuoi puoi passare, così puoi usare la
connessione internet per le tue puttanate.

VETRO: Che fai Pingu, glissi sulle imminenti festività
per il tuo cinquantesimo? Eh? Strizza!?
E comunque ti sei dimenticato di toglierti l’orologio dal culo
e di controllarlo ogni tanto per uscire un po prima dal lavoro?
Che cazzo vuoi che faccia che è quasi ora di cena!

PINGU: Senti, vetroinculato, io son contento di compiere cinquant’anni, lo sai, ho solo voglia di festeggiare in pace. Allora, per internet?

VETRO: Vengo domani. E la festa te la facciamo,
lo sai che te la facciamo.. Ciao Pingu, tivubi.

PINGU: Ciao stronza, tivubi.

IPSAZIONE

E allora, quando sei giù, ma proprio sul tappeto, quando ti rendi conto anche da sola che i tuoi discorsi e tuoi pensieri stanno prendendo traiettorie che neanche lo spettacolo più surreale ne ha mai viste, quando capisci che nemmeno le testate contro il muro ti fanno rinsavire, quando nemmeno scrivere ottocento bozze a mano ti instrada verso una possibile risoluzione di conflitti interiori, quando non ti ricordi nemmeno quando sia iniziato tutto il casino in cui ti sei volontariamente sottoposta, quando nemmeno pregare qualcuno di esimerti dal subire un secondo di più questo stillicidio autoinflitto funziona, allora, prova con un po’ di sano autoerotismo.
Usa la fantasia, connettiti a youporn, guarda un hentai, immagina il tizio che ha ordinato la pizza da asporto ieri sera, prima di te, o la tua vicina di casa, se preferisci, ma ti assicuro che chiunque immaginerai, qualunque cosa userai, quei venti minuti spesi a deviare la tua immaginazione verso cose molto terrene ti salveranno.
Per venti meravigliosi minuti.
Dopo fatti anche un panino, o mangiati una fetta di torta e magari fumati una sigaretta se ti fa piacere, così guadagnerai un’altro, preziosissimo, quarto d’ora.
Avrai in totale trentacinque fantastici minuti di libertà dalle tue stupide, tristanzuole e pure un po patetiche fissazioni.
Se molte persone che dico io passassero più tempo con le mani nei loro genitali, ovviamente in privato, saremmo tutti molto, ma molto più sereni.
Perciò io consiglio vivamente a tutti e tutte la sana, piacevole, proficua, goduriosa abitudine della buona masturbazione.
E questo vale anche per gli accoppiati. O si, senza dubbio alcuno.
Son cose molto diverse, l’amore fatto in coppia e l’amore fai da te.
Non si escludono a vicenda, e possono, anzi, debbono essere alternativamente praticate.
Ovviamente, da single quale sono, ho poche occasioni di praticare diciamo in modo canonico, quindi sfrutto piacevolmente e regolarmente questa vantaggiosa alternativa che la natura ci offre.
Detto ciò, esco, per gli ultimi acquisti natalizi che ho dimenticato, e se mi vedete girare per le strade con il mio bel sorriso da deficiente stampato in faccia sapete perché.