DOPO LO STUPORE

…e come si fa, che le storie non le so raccontare mica così bene, che mi manca quella roba lì che voialtri avete, che non so bene definire ma che riesco a cogliere dalle vostre righe; io che credo fermamente nel bicchiere mezzo pieno, che so trovare il lato comico dappertutto, che mi auto convinco della simpatia delle mie battute quasi con commozione, che mi tengo insieme con un po di nastro isolante per paura di scoperchiare un vaso di Pandora che solo l’idea mi fa scappare veloce nella direzione opposta.
Eh? Come si fa?
Più leggerezza, dice qualcuno.
Troppa leggerezza, dicono altri.
Ma io vorrei solo saper raccontare, mediare un’emozione attraverso carta e inchiostro, incanalare frustrazioni in eroine un po tragiche e un po vittoriose, parlare di me in terza persona singolare usando metafore appropriate e tempi verbali corretti, descrivere situazioni, le più disparate, e inventare mille finali alternativi alla realtà di un solo colore.
Questo, vorrei.
E magari vorrei anche una Magica-Gomma-Cancella-Minchiate, se avanza.

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